Il Bambino di cera di Padre Fabris
Una pia tradizione messinese

Particolare mensione merita questo miracoloso Bambino che secondo una pia tradizione pianse nel 1712. Quell'evento fu circondato da grande attenzione da parte del clero e del popolo messinese contribuendo certamente alla diffusione del culto per il Bambin Gesù e , quindi alla produzione di statuette di questo. Durante il processo canonico per l'accertamento, positivamente conclusosi, dell'evento miracoloso furono, tra l'altro, coniate numerose medaglie raffiguranti al diritto l'effige del Bambin Gesù e al verso la Madonna, San Giuseppe o il gruppo del Presepe, con sorprendente varietà sia nell'iconografia che nelle dimensioni. Inoltre a creare una teca in metallo e vetro per questo adorato Bambinello (23 cm) fu incaricato il già noto orafo messinese Francesco Juvara, fratello maggiore del più famoso Filippo. Dopo il terremoto con la distruzione della chiesa di S. Gioacchino, questo prezioso simulacro venne trasferito nella chiesetta di Santa Maria delle Trombe, in via S. Giovanni Bosco.Il Bambino che pianse e protesse Messina, si conserva in una teca con le pareti di vetro tenute da un'intelaiatura di rame dorato con angeli ai lati e sul fronte, dove sostengono cartigli che ricordano l'evento miracoloso del 1712.